Geometra e architetto sono figure professionali distinte, ma non tutti sono in grado di riconoscere le competenze dell’uno e dell’altro. Qualcuno, addirittura, tende a considerare il primo come un subalterno del secondo, pur non essendo così.

L’equivoco è dovuto a un’inversione di ruoli (in realtà di frequente riscontro), al fatto di vederli spesso cooperare insieme o, semplicemente, a errori di valutazione in base al titolo di studio conseguito. Entrambi i mestieri rappresentano due colonne portanti dell’edilizia e, talvolta, i loro compiti si confondono al punto da generare non pochi dubbi tra i non addetti ai lavori.

Nelle prossime righe verrà fatta chiarezza su differenze e analogie tra le due attività, tanto diverse quanto complementari.

Geometra, chi è e che cosa fa?

Rispetto ad altre professioni, questa è ancora abbastanza ricercata: basta vedere i portali dedicati agli annunci di lavoro per comprendere quanto la domanda sia ancora lontana dalla saturazione. Ma negli ultimi anni le regole per esercitare il mestiere stanno cambiando. Se un tempo bastavano il diploma tecnico per geometri (diventato poi CAT), 18 mesi di tirocinio e l’esame di Stato, adesso occorre una formazione di tipo accademico, in genere di tre anni.

Le facoltà scelte dagli studenti che vogliono intraprendere tale percorso sono Scienze e Tecniche dell’Edilizia, Ingegneria Civile e Ambientale, Scienze della Pianificazione Territoriale, Urbanistica, Paesaggistica e Ambientale, Scienze dell’Architettura. Quanto alle competenze, il geometra è un esperto in scienze delle costruzioni, topografia, estimo, disegno tecnico, valori catastali. Le sue mansioni principali toccano misurazioni, direzione tecnica di cantiere, successioni, progettazioni architettoniche di base e valutazioni di edifici fino a tre piani fuori terra.

Il mestiere dell’architetto

Diverso è il ruolo del laureato in Architettura, da sempre vincolato a un percorso di studi universitario prima di esercitare l’attività. Dopo il conseguimento del titolo accademico (di 3 o 5 anni, a seconda dell’obiettivo prefissato) l’aspirante professionista dovrà affrontare l’esame di Stato, per il quale otterrà l’esonero dalla prima prova se avrà concluso un tirocinio di 900 ore complessive. Concluso l’iter per l’iscrizione all’Albo, l’architetto potrà occuparsi di progettazione avanzata anche in ambito strutturale (ad esempio, per i restauri di grossi edifici e impiantistica), tratto che lo avvicina all’ingegnere. Tuttavia, rispetto a quest’ultimo gli è precluso il campo delle infrastrutture.

Quadro riassuntivo delle differenze tra geometra e architetto

Abbiamo appurato che i compiti dell’una e dell’altra figura non seguono un rapporto di subordinazione, ma sono indipendenti e, spesso, il loro apporto si completa vicendevolmente. Entrambi gli iter sono di tipo accademico e prevedono l’esame di Stato finale per l’esercizio della libera professione, ma in rami differenti. Il geometra è specializzato nella realizzazione di planimetrie degli edifici fino al terzo piano da terra e si occupa anche del disbrigo pratiche burocratiche legate ad essi, senza intervenire in ambito strutturale né nella progettazione architettonica avanzata.

L’architetto, invece, ha campo libero nelle pianificazioni di elevata complessità, tranne nel settore delle infrastrutture. A volte offre consulenze base sull’arredamento e l’interior design, ma anche supporto nell’ambito dei restauri. Fra i tratti in comune, infine, vanno ricordati la capacità di problem solving, le abilità organizzative, la predisposizione a lavorare in team, l’attitudine a disegnare e a fare calcoli.

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