Negli ultimi tempi le verdure fermentate vendita hanno subito un forte incremento complice gli incredibili benefici alla salute che comportano.

Prima di vedere in cosa consistono, va sottolineato che il termine verdure fermentare fa riferimento a tutti quei tipi di ortaggi che hanno subito un processo di trasformazione tramite batteri dell’acido lattico che sono naturalmente presenti nelle verdure.

Questa fermentazione naturale, viene sempre controllata dai biologi fermentatori, serve per rendere migliore la conservazione delle verdure, amplificando il sapore, rendendole leggermente acide, migliorando anche le proprietà.

Le verdure fermentate fanno bene

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Come abbiamo affermato in precedenza, tutti gli alimenti fermentati naturalmente apportano numerosi benefici all’organismo, dato che si possono anche paragonare agli integratori probiotici.

Grazie ai numerosi studi ricerche che sono state condotte, si è scoperto che tra gli innumerevoli benefici che questi tipi di ortaggi apportano vi sono:

Differenza tra verdure fermentate e sottaceti

Anche se si tende a considerarle la stessa cosa, in realtà le verdure fermentate non hanno nulla a che fare con i sottaceti: entrambi rappresentano dei metodi per conservare le verdure, ma la differenza sta nel fatto che tutti i sottaceti sono dei prodotti sterilizzati, completamente privati di ogni tipologia di aspetto probiotico naturale.

Le verdure fermentate, non solo hanno degli alti valori nutrizionali, ma sono ricche di tante varietà di lattobacilli, portando tanti benefici alla salute del nostro organismo

Tuttavia, nel tempo, i sottaceti hanno sostituito le verdure fermentate nelle nostre cucine, non solo perché la produzione a livello industriale è molto più semplice, ma anche perché perché hanno un sapore molto simile a queste ultime; in realtà sono due prodotti completamente diversi in quanto, come affermato, la fermentazione naturale viene sostituita con la pastorizzazione e anche con la conservazione in aceto.

Come viene avviato il processo di fermentazione

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Per far fermentare le verdure basta aggiungere semplicemente il sale, perché i batteri lattici si trovano naturalmente sulla superficie di ogni verdura.

Questi si fanno proliferare in modo controllato e la fermentazione avviene naturalmente senza usare alcun additivo, ma solo tramite il monitoraggio da parte dei biologi esperti di fermentazioni naturali.

Quali sono le verdure si possono fermentare

Esistono tante tipologie di verdure fermentate, ci sono alcune che conosciamo quali crauti, cetrioli e le olive in salamoia, ma anche il Kimchi (preparazione coreana a base di cavolo cinese), oppure il Gundruk e Sinki, gli tsukemono giapponesi.

Le verdure fermentate si possono anche conservare nel congelatore; al momento dello scongelamento si ammorbidiranno mantenendo inalterato il loro valore probiotico.

Ad esempio, se avete il luogo più caldo della casa che è la cucina, potete mettere le verdure o legumi in una ciotola piena di acqua tiepida e farli rinvenire in questo modo così come accade per il peperone crusco.

Come si mangiano i cibi fermentati

Per mangiare le verdure fermentate, prima dovete scolarle e poi condirle con del pepe o altre spezie, ma senza aggiungere sale o aceto.

Inoltre, potete anche fermentare altri cibi, perché ad oggi sta diventando sempre più un nuovo trend alimentare.

Per esempio, anche se è un nuovo trend, in realtà già in molti applicavano i processi di fermentazione ad altri alimenti, basti pensare allo yogurt ad esempio, ma al pane con il lievito madre, alla birra, al vino, ai formaggi, al miso, finanche alle olive e al kefir.

Insomma, ce ne sono per tutti i gusti e di solito si consiglia di mangiare cibi fermentati soprattutto perché hanno capacità di migliorare la digestione e a regolarizzare così le funzioni intestinali.

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