Un incidente stradale porta inevitabilmente con sé delle conseguenze. Possono essere di natura fisica, con strascichi che arrivano potenzialmente fino al decesso degli occupanti del mezzo coinvolto. Possono essere materiali in senso stretto, con la concreta inservibilità del veicolo a summa di quanto di peggiore possa accadere.

Tralasciando per scelta la prima fattispecie, l’attenzione si sposta sui danni che un sinistro può causare all’auto che ne è suo malgrado protagonista. Finché i medesimi sono riparabili, la questione è eminentemente economica. Si tratta di quantificare il danno, valutarne l’incidenza in rapporto al valore dell’autoveicolo e, a quel punto, stabilire se esista l’equilibrio, o meno, tra i due piatti della bilancia.

In caso affermativo, la riparazione è un atto dovuto. L’auto può infatti essere rimessa in strada e, quindi, l’investimento necessario a farlo è accettabile in rapporto all’utilizzo che se ne farà in una successiva fase. Quando il rapporto costi-benefici fa propendere per un no, invece, la musica cambia. E di molto.

La perdita di valore del mezzo incidentato

Di incidenti, in Italia, ne accadono migliaia ogni anno. Se, per fortuna, i numeri sono in decrescita – e lo stesso si può dire per il numero dei morti sulle strade – il dato statistico rimane comunque alto e, dunque, non può che far riflettere. Fa pensare, infatti, che si possa perdere la vita durante un semplice trasporto; dà di che ragionare la consapevolezza che, anche solo per una leggerezza, la nostra esistenza, o quella d’altri, possa cambiare per sempre.

Il problema, anche quando le conseguenze fisiche non sono tragiche, è comunque potenzialmente importante. La perdita di valore di un mezzo a seguito di un sinistro è tale che in molti casi ne rende antieconomica la riparazione. Di fronte a casi del genere, i proprietari faticano a definire la successiva strategia, spesso individuata nella mera rottamazione del veicolo ormai inservibile.

A prima vista, infatti, la direzione da prendere è questa, non altre. Se si allarga l’obiettivo, però, si scoprono anche soluzioni alternative. Non servono blogger, o chissà quali influencer, per comprendere la portata di ciò che è necessario fare. Bisogna semplicemente fare mente locale e, così facendo, schiarirsi le idee prima di prendere qualsivoglia decisione. Un servizio di compro auto sinistrate, in questo contesto, è ciò che ci vuole.

Chi scegliere e perché farlo

Compro auto sinistrate, su due piedi, sembra quasi un controsenso. Perché acquistare veicoli incidentati e, dunque, che non funzionano più al meglio? La risposta sta nella professionalità di chi, da anni, svolge questo lavoro.

Il primo scoglio da sorpassare, in quest’ambito, è infatti la valutazione del mezzo. Chi lo sa fare, infatti, riesce a dare l’esatto valore alla macchina che non funziona più e, al contempo, a verificare se ci siano parti che sul mercato hanno comunque un valore, quand’anche il veicolo non possa più essere rimesso in strada.

Chi si occupa del settore, non a caso, sa bene che è da questi fattori che si inizia qualsiasi ragionamento successivo: se non si parte da lì, si rischia di non dare opportunità a chi vorrebbe realizzare qualcosa dal mezzo di cui deve, o vuole, disfarsi.

Spesso, però, un’occasione di guadagno c’è. Autosinistrate24, di questo campo, è leader. Lo è per le competenze acquisite negli anni; lo è per l’esperienza dei suoi tecnici.

Nulla, ma proprio niente, è lasciato al caso, così che ci sia la reciproca soddisfazione tra il proprietario e la società stessa. Un servizio pensato e gestito nei minimi dettagli, affinché ai problemi derivanti dalla necessità di abbandonare il

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